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🬧 The NomadNet Encyclopedia | Archives | Info
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Pisticci
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mwjaPisticci (mwjqPëstìzzë, pronunciato /pəˈstit͡s/ nel mwjwdialetto locale) è un mwkacomune italiano di mwkq16 467 abitanticite-ref-template-divisione-amministrativa-abitanti-1-1[1] della mwlgprovincia di Matera in mwlwBasilicata.

Contents

Clima
Frane
Storia
Simboli
Cinema
Musica
Cucina
Eventi
Strade
Sport
Note

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Geografia fisica

Il comune conta una superficie di mwna233,67 km², classificandosi all'85º posto tra i mwnqcomuni d'Italia più estesi e un'altitudine di 364 mwngm mwnws.l.m.

Territorio

Pisticci è situata nella parte centro-meridionale della provincia di Matera e si estende tra i fiumi mwogBasento, ad est, e mwowCavone, a ovest, che separano il territorio pisticcese rispettivamente dai comuni di mwpaBernalda (18mwpq km) e mwpgMontalbano Jonico (24mwpw km). Sempre ad est si affaccia sul mwqaMar Jonio e confina ancora con i comuni di mwqqCraco (19mwqg km), mwqwFerrandina (23mwra km), mwrqPomarico (24mwrg km) e mwrwScanzano Jonico (27mwsa km). Pisticci è composto da diverse frazioni e borghi; le più rilevanti sono Casinello, Centro Agricolo, mwsqMarconia, Pisticci Scalo, Tinchi e Marina di Pisticci.

Le tre colline su cui sorge il centro storico, Serra Cipolla, San Francesco e Monte Corno, sono situate nella parte occidentale, dove il terreno è prevalentemente argilloso e i versanti sono caratterizzati da profonde scanalature, i mwswcalanchi. A causa della natura del terreno, Pisticci è stata spesso interessata da fenomeni di dissesto idrogeologico e frane. Nella parte orientale del territorio, invece, si estende un altopiano che digrada dolcemente verso la pianura mwtametapontina e verso gli mwtq8 km di costa, limite comunale sul mwtgmar Ionio.

L'abitato di Pisticci ha la forma di una mwuaS, formando una sorta di anfiteatro naturale, caratteristica per la quale, data la sua posizione strategica e dominante, è denominata mwuqIl balcone sullo Ionio o mwugL'anfiteatro sullo Ionio.

Clima

La mwvqstazione meteorologica più vicina è quella di mwvgMontalbano Jonico. Secondo i dati medi del trentennio mwvw1961-mwwa1990, la mwwqtemperatura media del mese più freddo, mwwggennaio, si attesta a +7,4mwww °C, mentre quella del mese più caldo, mwxaagosto, è di +25,5mwxq °Ccite-ref-6[6].

| Montalbano Jonico | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Stagioni | Stagioni | Stagioni | Stagioni | Anno |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Montalbano Jonico | Gen | Feb | Mar | Apr | Mag | Giu | Lug | Ago | Set | Ott | Nov | Dic | Inv | Pri | Est | Aut | Anno |
| T. max. media ( °C ) | 11,1 | 12,3 | 14,7 | 18,1 | 23,1 | 27,5 | 31,6 | 31,7 | 27,4 | 22,1 | 17,3 | 13,2 | 12,2 | 18,6 | 30,3 | 22,3 | 20,8 |
| T. min. media ( °C ) | 3,6 | 4,0 | 5,7 | 8,2 | 12,3 | 15,6 | 19,0 | 19,2 | 16,2 | 12,6 | 8,7 | 5,2 | 4,3 | 8,7 | 17,9 | 12,5 | 10,9 |

• mwzqClassificazione climatica di Pisticcicite-ref-7[7]:

• mwbaZona climatica D;
• mwbgGradi giorno 1615.

Frane

La storia di Pisticci è fortemente legata alle mwcqfrane che più volte, nel corso del tempo, ne hanno modificato la mwcgtopografia, la mwcwtoponomastica e la storia.

Le principali cause sono dovute alla natura mwdqargillosa del terreno che predispone la collina su cui sorge l'abitato ad eventi di questo genere, che hanno interessato anche altri centri limitrofi, su alture con le stesse caratteristiche mwdggeologiche.

Tuttavia la causa riconosciuta come principale di tali eventi a Pisticci è il fosso detto "La Salsa", un piccolo mweatorrente di mweqacqua salmastra che scorre sotto i rioni del centro abitato più interessati dai movimenti franosi e a cui è stata imputata la destabilizzazione del terreno. Quest'ultimo è caratterizzato da un sedimento marnoso permeabile in superficie, poggiante su uno strato argilloso mwegimpermeabile che, in occasione di abbondanti precipitazioni, tende a far "smottare" lo strato sovrastante.

Negli ultimi decenni, il mwfadisboscamento della collina circostante ha peggiorato la già grave situazione. In presenza di queste situazioni, ogni volta che si è verificato un evento atmosferico di particolare potenza e durata (forte e abbondante nevicata o alluvione) si sono verificati movimenti franosi della collina. Si può dire che tutto il territorio porta il segno di queste rovine: esempio ne sono "le mesole", terrazzamenti un tempo agganciati alla collina che sono collassati verso valle, in direzione del mwfqCavone, sì da guadagnarsi quel nome che sembra appunto voler dire terre "a mezza altezza", tra il monte e il fondovalle.

Frana del 1555

È la prima frana registrata e documentata avvenuta a Pisticci. Franarono alcune case del mwgqrione "Casalnuovo" a seguito di forti piogge.

Frana del 1688

È la frana più imponente e che ha influito di più sulla struttura dell'abitato. Dopo un'abbondante nevicata, la notte del 9 febbraio mwhq1688 (rimasta nella mwhgmemoria collettiva come la "notte di Sant'Apollonia") il centro urbano di allora, costituito dai rioni "Terravecchia", "Casalnuovo" e "Loreto", si spezzò letteralmente in due parti ben distinte: tutto il rione "Casalnuovo" franò sotto il rione "Terravecchia"; il movimento franoso si fermò solo quando incontrò l'enorme mole della chiesa Madre, la cui zona delle fondamenta venne chiamata perciò "Palorosso".

Le vittime furono 400, vennero travolte case contadine ma anche palazzi gentilizi e tutta la piazza antistante alla chiesa Madre, che in quegli anni era il centro di tutte le attività del paese.

Per la ricostruzione, il mwiqconte De Cardenas propose un luogo di sua proprietà in contrada "Caporotondo", poco fuori dall'abitato. Sperava così di rendere suoi affittuari tutti i pisticcesi, che tuttavia decisero di non abbandonare il colle, sia per il legame affettivo con il paese natale, sia perché avevano intuito il secondo fine.

Frana del 1976

Nel mwjw1976, dopo circa tre secoli in cui non si registrarono eventi significativi, a seguito delle piogge di mwkanovembre franò una parte del rione "Croci"cite-ref-8[8]. Tutta l'area interessata fu evacuata in tempo così non ci furono vittime né feriti.

I disagiati furono ospitati inizialmente nelle scuole del comune, in seguito furono assegnate delle case nella mwlgfrazione mwlwMarconia. Alcune case del rione furono dichiarate inagibili e poi abbattute, altre furono rioccupate spesso abusivamente. Lungo tutta la sede della frana fu costruito un grande muro di contenimento in cemento armato. Ancora oggi l'ultima fila di case del rione sembra la strada di un paese fantasma, con case disabitate, case demolite solo a metà e porte che non danno sulla strada ma sono sospese in quanto dopo la frana la sede stradale si abbassò di qualche metro.

Oltre al rione "Croci" franò anche il muro a sostegno del sagrato della chiesa Madre (la stessa zona interessata dalla frana del mwmq1688) e ancora una volta il movimento franoso è stato fermato dalla mole della mwmgcattedrale, che rimase con il portale principale sospeso nel vuoto fino alla ricostruzione della piazza e del muro.

Situazione attuale

A seguito dell'ultima frana Pisticci fu inserita dal Ministero dell'Interno nell'elenco dei comuni da trasferire altrove per mwngdissesto idrogeologico e nacque una discussione con tre opzioni prevalenti:

• Totale trasferimento della popolazione nella frazione di mwoqMarconia.
• Costruzione di una nuova città in prossimità della costa.
• Consolidamento del centro storico con opere di contenimento e rimboschimento.

La scelta cadde sulla terza opzione ma l'emigrazione nella frazione Marconia non cessò. Furono consolidati i muraglioni e vennero rimboschiti i mwpqcalanchi con un vincolo sul territorio di non edificabilità per le nuove case e il divieto di sopraelevazione per quelle esistenti così da evitare l'appesantimento del terreno. Tale vincolo è stato poi superato.

Storia

I primi insediamenti in territorio di Pisticci risalgono al mwqwX secolo a.C., ad opera degli mwraEnotri e sono testimoniati da diverse mwrqnecropoli.

Successivamente l'area venne colonizzata dai mwrwGreci e Pisticci divenne un importante centro del territorio di mwsaMetaponto. Tra il mwsqV e il mwsgIV secolo a.C. vi visse e operò il cosiddetto mwswPittore di Pisticci, primo ceramografo mwtaitaliota ad aver adottato in mwtqMagna Grecia la produzione di vasi mwtga figure rosse.

Dopo la sconfitta di mwuaTaranto, Pisticci passò sotto la dominazione mwuqromana e diventò un importante centro agricolo.

Intorno all'anno mwuw1000 i mwvaNormanni costituirono il mwvqfeudo di Pisticci, posseduto in successione dai mwvgSanseverino, dagli Spinelli, dagli Acquara e dai De Cardenas.

Sempre nello stesso periodo, i mwwaBenedettini fondarono il cenobio di Santa Maria del Casale, poco distante dall'abitato, sui resti di un antico insediamento mwwqbasiliano.

Nel mwww1565, in una località che dopo prenderà per questo il nome mwxaScannaturchi, si combatté una battaglia tra pirati mwxqSaraceni e un manipolo eterogeneo di mwxgpisticcesi, professionisti, chierici e contadini.cite-ref-9[9] In quei decenni le invasioni dei pirati furono molto frequenti e per questo venne costruita, nel territorio metapontino, una rete di torri di avvistamento.cite-ref-10[10]

Nel mw0aSeicento l'abitato contava circa mw0q5 000 abitanticite-ref-11[11] e comprendeva i rioni Terravecchia, Santa Maria dello Rito (oggi Loreto), Osannale, Santa Maria del Purgatorio e Casalnuovo. Nel mw1g1656 Pisticci fu risparmiata dalla mw1wpeste che imperversava nel Regno di Napoli e che aveva fatto strage nei paesi vicini; molti videro mw2aSan Rocco sopra la parte più alta del paese nell'atto di benedirlo. Per essere stati risparmiati dalla peste, i pisticcesi lo proclamarono patronocite-ref-12[12].

La notte del 9 febbraio mw3g1688, a seguito di un'abbondante nevicata, una mw3wfrana di enormi proporzioni fece sprofondare i rioni Casalnuovo e Purgatorio, causando circa 400 morti. Dopo la frana la popolazione rifiutò l'offerta del conte De Cardenas di spostare l'abitato più a valle, dove sarebbero state costruite nuove abitazioni, ma in cambio gli abitanti avrebbero dovuto pagare tasse supplementari al conte. Sul terreno della frana furono quindi costruite 200 casette in filari, tutte uguali, bianche, a fronte cuspidata. Il nuovo rione prese significativamente il nome di Dirupo, a ricordo della frana.

Durante la breve esistenza della mw4qRepubblica Napoletana del 1799 la città, dal punto di vista amministrativo, fu un cantone del mw4gdipartimento del Bradano retto dal commissario governativo mw4wNicola Palomba.

Nei primi anni dell'mw5qOttocento fu particolarmente cruenta l'azione del mw5gbrigantaggio in tutto il territorio, difatti, intorno al 1800 gli attacchi di brigantaggio nel territorio mw5wlucano e pisticcese si fecero sempre più frequenti. Una di queste bande era quella del mw6afeudo di mw6qPolicoro, composta da 100 uomini e capeggiata da Nicola Pagnotta. Nel Febbraio 1808 la popolazione venne informata dell'arrivo della banda di briganti e fu proposto loro, per evitare razzìe, di mostrare la fedeltà al passato regime mostrando un vessillo borbonico. Il comandante della Guardia Civica, Don Pietro Latronico rifiutò la proposta e si accinse a difendere il paese. All'arrivo della banda di briganti, però, molti cittadini si fecero ingannare dal brigante, che prometteva ricchezze e protezione, e lo accolsero a braccia aperte contrastando la stessa difesa organizzata dalla Guardia Civica. Molto presto si rivelarono le vere intenzioni dei briganti che cominciarono a fare razzie in tutto il paese, senza rispettare né donne né bambini. Verranno detti 'traditori del paese' i molti che aiutarono i briganti ad entrare nella cittadina ormai messa a ferro e fuoco dalla Compagnia di Pagnotta che, finite le razzie, andò poi via da Pisticci. I cittadini subirono poi l'attacco delle truppe francesi, poiché considerati come traditori della Guardia Civica, e delle truppe Borboniche, che chiesero come risarcimento un tributo di 800 ducati per ogni cittadino. Sulla fine del Brigante Pagnotta si racconta che fu tradito dalla sua amante e catturato dalla Guardia Civica per poi essere condannato a morte. La leggenda narra che il suo corpo fu smembrato e parti dello stesso furono distribuite fra i paesi da lui stesso razziati e colpiti, e al territorio pisticcese giunsero le sue gambe deposte nella località sottostante la chiesa della Concezione, attuale Contrada Pagnotta.

Nel mw6w1808 fu soppresso il regime feudale e nel mw7a1861, entrata a far parte del mw7qregno d'Italia, Pisticci diventò municipio e il primo sindaco fu Nicola Rogges. A cavallo tra l'Ottocento e il mw7gNovecento si ebbe la prima grande ondata migratoria, soprattutto verso le mw7wAmeriche.

Durante il periodo del mw8qfascismo, Pisticci concorse con mw8gMatera per divenire capoluogo provinciale, titolo che poi venne assegnato alla città dei Sassi nel mw8w1927.

Nel territorio di Pisticci fu realizzato dal regime un mw9qcampo di confino per antifascisti, che furono impiegati per disboscare e bonificare la malarica e paludosa pianura metapontinacite-ref-13[13]. Oltre agli antifascisti, vi furono prigionieri, tra il 1940 e il 1943, anche un gruppo di mw-gprofughi ebrei in internamento civile, considerati nemici in patria dal regime fascista. Secondo Aldo Cazzullo (mw-wMussolini Il capobanda, Milano, Mondadori, 2022, p.mw-a 258), a Pisticci "la prigionia è molto più dura, molti ebrei si ammalano di malaria. In ogni caso non è loro consentito lavorare, non hanno denaro né prospettive, sono del tutto in balia della sorte". Gli internati ebrei furono tutti liberati con l'arrivo dell'esercito alleato nel settembre 1943 e da Pisticci poterono raggiungere i campi profughi per loro approntati in Puglia nell'Italia liberata.cite-ref-14[14] Il campo di internamento di Pisticci – chiamato "Villaggio Marconi" in onore di mwaqeGuglielmo Marconi – è oggi la popolosa frazione di Marconia, che ospita circa la metà dell'intera popolazione comunale. La frazione si è molto sviluppata tra gli mwaqianni sessanta e mwaqmsettanta.

Come dopo la mwaqugrande guerra, anche negli anni successivi alla mwaqyseconda guerra mondiale ci fu una forte emigrazione verso il mwaqcNord America e la mwaqgGermania.

Nel mwaqo1976, a seguito di forti piogge, franò una parte del rione Croci, a molti abitanti di quel quartiere fu assegnata una casa nella frazione Marconia, il che favorì la prima espansione della frazione. La successiva avvenne tra gli mwaqsanni ottanta e i mwaqwnovanta dove molti rioni del centro storico subirono un notevole spopolamento, gli abitanti, infatti, preferirono trasferirsi nella frazione Marconia. In questi anni, la frazione mwaq0Marconia, notevolmente cresciuta, ha iniziato ad aspirare all'indipendenza amministrativa.

Nei primi anni del mwaq8XXI secolo, tuttavia, lo spopolamento del centro storico si è sostanzialmente fermato e il flusso demografico risulta in leggera controtendenza rispetto agli anni precedenti.

Il 27 aprile mware1991 mwaripapa Giovanni Paolo II visitò Pisticci dove incoronò la statua di Santa Maria la Sanità del Casale, conservata nell'omonima abbazia.

Simboli

La M e la P presenti sullo stemma cittadino ricordano come Pisticci gravitasse nell'area di influenza di mwar0Metaponto, un fatto di cui è simbolo anche la spiga di grano, infatti la spiga era il simbolo stesso di Metaponto ed era effigiata sulle monete della colonia greca.

Il primo stemma cittadino, visibile sul basamento dell'altare della chiesetta rurale di mwar8San Vito, era costituito dalla sola spiga. Lo stemma e il gonfalone in uso sono stati concessi con decreto del presidente della Repubblica del 6 febbraio 1963.cite-ref-15[15]

Stemma

«D'azzurro, con al centro una

spiga

d'oro che separa le lettere M e P d'argento. Ornamenti esteriori da Città.»

Gonfalone'

«Drappo partito di giallo e di azzurro, caricato dello stemma con l'iscrizione centrata in oro in alto:

Comune di Pisticci

, al centro vi è lo stemma poggiante tra due rami di alloro legati tra di loro con un fiocco centrale rosso, ancora più in basso insistono decorazioni in oro, la sommità, in metallo appuntita, sovrasta una coccarda tricolore.»

Onorificenze

Titolo di Città

«Decreto del Presidente della Repubblica»


21 settembre

2001

Monumenti e luoghi d'interesse

Architetture religiose

La chiesa madre dei Santi Pietro e Paolo

Sorge sui resti di una chiesa preesistente del mwatc1212, di cui rimane il campanile con due ordini di mwatgbifore. L'attuale edificio fu terminato nel mwatk1542, con la costruzione di altre due navate oltre a quella della chiesa precedente, ed è opera dei Mastri Pietro e Antonio Laviola, fratelli mwatomantovani in fuga dalla loro città natale perché accusati di omicidio che si stabilirono a Pisticci.

La chiesa è di mwatwstile romanico-mwat0rinascimentale, con tetto a doppio spiovente e pianta a croce latina, si compone di tre navate e all'incrocio tra la navata principale e il transetto si erge una grande e alta cupola emisferica. Le navate laterali ospitano cappelle e altari mwat4barocchi che furono edificati sopra gli ipogei dove venivano seppellite personalità importanti nella vita del paese. Gli altari sono intagliati in legno e dorati, con incastonate tele e statue di cartapesta attribuite a mwat8Salvatore Sacquegna.

Sono presenti delle tele del XVIII secolo attribuite a mwaueDomenico Guarino, tra cui quelle rappresentanti la mwauimwaumMadonna del Carmine e la mwauqmwauuMadonna del Pozzo e altre raffiguranti i mwauyMisteri del Rosario.

L'abbazia del Casale

Fu presumibilmente costruita intorno al mwaus1087 sui ruderi di un antico cenobio greco-bizantino da mwauwRodolfo Maccabeo ed mwau0Emma d'Altavilla, sul monte Corno, allora fuori dal centro urbano di Pisticci. L'abbazia, dedicata alla mwau4Beata Vergine Maria, fu affidata ai monaci mwau8benedettini di mwavaTaranto.

Il complesso è in stile mwaviromanico pugliese, costruito in pietra locale. L'abbazia è stata uno dei santuari del mwavmGiubileo del 2000. La statua della Vergine è una scultura in legno del mwavqXII secolo e fu incoronata da mwavupapa Giovanni Paolo II il 27 aprile 1991.

Altre chiese

• Chiesa dell'mwavkImmacolata Concezione: piccola chiesa edificata intorno al mwavoXVI secolo. Ha pianta a croce latina e un soffitto ligneo a carena di nave, dipinto a tempera con decorazioni floreali e figure sante. L'altare è in mwavsstile barocco.
• Chiesetta della mwav0Madonna di Loreto: già esistente nel mwav4Cinquecento e ampliata nel mwav8Ottocento, ospita una statua attribuita allo scultore mwawaSalvatore Sacquegna.
• Chiesa di Sant'Antonio o del Convento: si affaccia sulla piazza centrale del paese. Fino al mwawi1860 era parte del convento di mwawmSanta Maria delle Grazie, i cui locali furono destinati a municipio. Si compone di tre navate e al suo interno vi sono altari barocchi e in mwawqmarmo di Carrara, affreschi e numerosissimi dipinti tra cui uno di mwawuAndrea Vaccaro.cite-ref-16[16]
• Chiesa di mwawsSan Rocco: costruita tra il mwaww1930 e il mwaw01934 su progetto dell'architetto mwaw4Ernesto Lapadula sulla chiesa preesistente del mwaw8Purgatorio. Costituita da tre navate ospita un ciclo di affreschi sulla vita di San Rocco realizzato nel mwaxa1940 e la statua del santo patrono, laminata in oro. La chiesa fu chiusa nel 2011 ed è stata riaperta al culto il 10 ottobre 2024.
• Chiesa di mwaxiCristo Re: fondata intorno agli mwaxmanni sessanta.
• Chiesa di San Leonardo: fondata intorno all'anno 1000 dai Normanni.
• Chiesa di San Pietro Martire ubicata fuori dal centro abitato di Pisticci in contrada Ficagnole.
• Cappella della mwaxcMadonna delle Grazie: poco distante dal centro abitato, l'interno presenta un altare con la statua della Maria delle Grazie.

Architetture civili

Palazzi

• Palazzo De Franchi: in stile mwayqrinascimentale, è caratterizzato da un mwayuloggiato a quattro arcate mwayya tutto sesto. Imponente il portale, costruito in blocchi di pietra bianca, sovrastato dallo stemma nobiliare.
• Palazzotto o Palazzocchio: costruito tra il mwayg1528 e il mwayk1571 dai mastri Pietro e Antonio Laviola (gli stessi che lavorarono alla Chiesa Madre), venne denominato Palazzocchio per la sua posizione dominante. Ospita un archivio del Cinquecento.
• Palazzo Giannantonio: attualmente ospita il comune. Di stampo cinquecentesco è stato tuttavia completato solo nel mways1695. Interessanti il portale monumentale con cancello in ferro battuto intarsiato e la corte interna con cisterna.
• Palazzo del Tribunale e Palazzo Rogges.

Il castello di San Basilio

Fu costruito come masseria fortificata intorno al mwazaVII secolo dalla comunità monastica dei mwazebasiliani. Divenne poi feudo mwazinormanno assumendo sempre più le caratteristiche di un castello con la costruzione del torrione centrale. Dai feudatari normanni fu in seguito donato alla comunità mwazmbenedettina dell'abbazia di Santa Maria del Casale di Pisticci.

Altri monumenti

• Torre Bruni: torre cilindrica, ritenuta antichissima, anche se se ne ignora la data di costruzione. Secondo una leggenda, per un breve periodo, vi trovò anche rifugio mwaz8Bruto dopo la congiura contro mwaaaCesare.
• Ruderi del Castello normanno. Resta un torrione quadrato, decorato da una successione di archetti a tutto sesto.
• Torre dell'acquedotto: enorme torre cilindrica realizzata nel mwaam1930.
• Torre dell'orologio in Piazza Plebiscito.
• Monumento ai Caduti.

Siti archeologici

È un'area collinare sulla riva destra del mwaakBasento che hanno portato alla luce resti di un villaggio enotro risalente al mwaaoIX secolo a.C. e di uno greco di fase successiva costruito sopra il precedente villaggio.

La scoperta dell'area e gli scavi iniziarono nel mwaaw1970 e furono affidati all'mwaa0Università di Milano nel mwaa41973. Sono ora visitabili i resti della cittadina, mentre gli oggetti e i vari reperti rinvenuti nei dintorni sono esposti al mwaa8museo archeologico nazionale di Metaponto.

Società

Evoluzione demografica

Abitanti censiticite-ref-17[17]

Il comune contava, al 31 dicembre mwabg2010, mwabk17 927 abitanticite-ref-18[18] così ripartiti: mwab48 771 maschi e mwab89 156 femmine. Le famiglie erano mwaca7 294, le convivenze registrate 8 e la media di componenti per mwacefamiglia 2,46 (leggermente inferiore alla media nazionale di 2,5).

Di seguito vi è la tabella con la suddivisione della popolazione nelle frazioni, basata sui dati del 14º Censimento generale della popolazione e delle abitazioni ISTAT dell'anno 2001cite-ref-19[19].

| Località | m s.l.m. | Popolazione |
|---|---|---|
| Marconia | 106 | 8.258 |
| Pisticci | 364 | 7.043 |
| Pisticci Scalo | 54 | 572 |
| Tinchi | 141 | 506 |
| Centro Agricolo | 124 | 113 |
| Marconia-San Basilio | 90 | 110 |
| Borgo Casinello | 10 | 31 |
| Caporotondo | 193 | 22 |
| San Teodoro | 64 | 21 |
| Case Sparse | 65 | 1.135 |

Etnie e minoranze straniere

Al 31 dicembre 2023 la popolazione straniera è di 1250 abitanti, pari al 7,35% della popolazione pisticcese. Le principali comunità rappresentate sono le seguenti:cite-ref-20[20]

Lingue e dialetti

Il dialetto pisticcese è un tipico dialetto meridionale dell'area lucana, di derivazione prevalentemente mwagagreca e mwagelatina con influenze di mwagispagnolo e mwagmfrancese derivanti dalle varie dominazioni subite. Sono presenti anche alcuni termini di chiara impronta mwagqanglosassone, portati dagli emigranti tornati d'oltreoceano, a dimostrazione dell'intensità del fenomeno migratorio: in taluni casi le persone hanno conservato tal quale il soprannome che si sono guadagnate, loro direttamente o i loro progenitori, durante i trascorsi americani.

È definito un "dialetto cantante" perché caratterizzato da una fonetica che inclina spesso alla cantilena. Non a caso esisteva una ricca tradizione basata sul canto funebre: mwagga nnaccarat, che fa pensare alla mwagktrenodia greca o alle mwagomwagspreficae romane. Si trattava di manifestazioni, davanti alle spoglie del defunto, che stemperavano il parossismo fisico dell'autopercuotimento e del ferimento a sangue del volto in autentiche creazioni poetiche intese a far rivivere il morto, lodandone la grandezza in vita e le gesta. Anche se il mwagwcanovaccio era abbastanza ripetitivo, i contenuti della lamentazione erano di volta in volta differenti e non era raro il caso in cui tra le "interpreti" non si accendesse una vera e propria competizione, a chi meglio celebrava e rappresentava la memoria dello scomparso.

Il dialetto stretto non viene quasi più parlato, sostituito dalla forma inflazionata dall'Italiano presente oggi. Rimangono tuttavia molti elementi del dialetto puro, soprattutto alcuni termini o forme verbali.

Tradizione e folclore

Il costume femminile

Il vestito tipico delle donne pisticcesi era la mwahypacchiana. L'abito era formato da una gonna di panno scuro a pieghe larghe chiamata mwahcvunnèllə legata da una mwahgcinta (mwahku cintə), che poggiava sulle anche e sulla quale è presente mwahou senale di seta nera, ad un mwahscorpetto finemente ricamato (mwahwu sciuppə).

Anche se mwah4a vunnèllə era tipica delle giovani donne che venivano iniziate a questa forma di vestizione in corrispondenza della loro uscita dall'adolescenza, come segno del loro essere pronte al matrimonio e quindi la gonna di panno scuro a pieghe larghe, comunque spesso impreziosita di ricami a fili d'oro appena al di sopra dell'orlatura inferiore, andrebbe riportata come mwah8stuana.

Una stola che scendeva per le spalle e copriva il petto era mwaiea sciarpettə, di colore bianco, come bianco era il colore delle maniche della camicia, gonfie, finemente orlate di pregiati merletti, eventualmente avvolti da un nastro di seta nero, mwaiiu lutte. Completavano il vestito mwaimu sciuppə, corpetto in velluto ornato di frange e ricami e mwaiqu pannə, copricapo di lana o seta.

mwaiyCarlo Levi lo cita nel suo romanzo, mwaicCristo si è fermato ad Eboli, celebrandone la ricchezza e lo sfarzo rispetto a quello locale di Gagliano (mwaigAliano), suo luogo di confino.

Il costume maschile

Il vestito tipico dell'uomo era composto da pantaloni di stoffa di mwaisfustagno corti, allacciati sotto il ginocchio con una mwaiwghette: una giacca ampia alla cacciatora in fustagno e velluto e una camicia di tela con mwai0pistagna senza colletto coperta da uno smanicato. Completava l'abbigliamento un cappello a tese dure. D'inverno si usava come riparo dal freddo un mwai4mantello a ruota.

Cultura

Tra gli eventi organizzati durante tutto l'arco dell'anno quello di maggior rilevanza per la comunità pisticcese è la festa patronale di mwajeSan Rocco che si svolge tra il 15 e il 18 agosto.

Istruzione

Scuole

Nel territorio di Pisticci si contano un asilo nido, 4 scuole materne, 4 scuole elementari e 2 scuole medie.

Oltre alle scuole dell'obbligo è presente anche il Liceo Classico mwajyGiustino Fortunato e l'Istituto Tecnologico entrambi ubicati a Pisticci, e ancora un Istituto Agrario e un Istituto Alberghiero nei pressi della frazione mwajcMarconia.

In alcuni locali dell'edificio dell'Istituto Agrario si svolgono corsi telematici della facoltà di Economia e Commercio dell'mwajkUniversità di Bologna.

Cinema

Pisticci è stato lo sfondo per alcuni film:

• mwaj4mwaj8Moschettieri del re - La penultima missione (2018), di mwakaGiovanni Veronesicite-ref-21[21]
• mwakyParadise Valley (2018), di mwakcCarlo Fuscocite-ref-22[22]
• mwak0mwak4No Time to Die (2021), di mwak8Cary Fukunagacite-ref-23[23]

Musica

Nell'ambito cittadino è presente la banda "Gran Concerto Bandistico Città di Pisticci", diretto da Mariano Pastore. Ha le sue origini nel mwaly1986 e si è classificata ai primi posti in numerosi concorsi per bande nazionali ed internazionali.

Alcune riprese del videoclip mwalgmwalkUna chiave di mwaloCaparezza sono state effettuate nei mwalscalanchi di Pisticci.cite-ref-24[24]

Cucina

La cucina tradizionale è la tipica meridionale: piatti semplici della tradizione contadina con pasta fatta in casa, verdure e carne di maiale.

Pisticci fa onore alla tradizione che vuole la salsiccia lucana assolutamente superlativa. Infatti il nome di mwamqmwamuluganega, già dal tempo dei romani, che al nord significa salsiccia, con molta probabilità deriva da mwamyLucania. Tra gli ingredienti spicca lmwamcmwamg' anèsë, spezia nota come mwamkmwamocoriandolo e il peperoncino in polvere, dolce o piccante a seconda dei gusti, che veniva ottenuto direttamente dalla molitura dei peperoni precedentemente essiccati.

Vi sono fondamentalmente due tipi di salsiccia, quella "magra", più prelibata e quella grassa, ottenuta con più dovizia di lardo e più adatta alla cottura sotto la brace. L'una e l'altra comunque capaci di ispirare gli mwamwstrambotti e le composizioni improvvisate al suono del mwam0cupa cupa. La mwam4soppressata, ormai rara, era un autentico capolavoro della tecnica casalinga e contadina dell'insaccamento e della successiva conservazione, che nel caso della soppressata avveniva secondo modalità antichissime che prevedevano l'uso della paglia o della cenere come ambienti idonei alla stagionatura. Il pane è ottenuto generalmente con una farina ottenuta da una varietà indigena di grano duro, il cosiddetto mwam8Cappelli che rende il pane, opportunamente impastato anche con l'aggiunta di patate, particolarmente fragrante e capace di conservarsi diversi giorni.

I tipi di pasta tipici sono mwanel mwanitapparéllë (a forma di rombo), mwanm rmwanqùcchëlë (ruccoli, gnocchetti concavi), mwanul mwanytajjiariéllë (tagliolini), maccheroni ai ferri e orecchiette, con sughi spesso insaporiti da cacciagione, una volta lepre e cinghiale, ma anche uccelletti prede della mwancmicciarola. Tagliolini e ruccoli si prestano anche a piatti con verdure cotte: i ruccoli in particolare vengono impiegati per un piatto molto simile a quello pugliese degli "mwangstrascinati" e cime di rape, mentre i tagliolini vanno bene con i ceci, i fagioli o i piselli. Per non dire della cicerchia, leguminosa assai discussa, almeno nel vissuto popolare, per un'antica credenza che la vuole capace di far perdere la ragione.

Le verdure tipiche sono fave e cicorie (mwanofàfë e ciuquèrë), i mwanslambasciùnë (cipolline). I mwanwlampascioni sono bulbi selvatici, che si scavano nel terreno usando una zappa lunga e stretta, " u zappùllë'". Corrispondono presumibilmente alla pianta nota come muscaro: leggermente amarognoli, ricchi di proprietà sconosciute, digestivi, forse afrodisiaci, si cucinano e si conservano secondo diverse modalità, con l'olio fritto e l'aceto, con il peperoncino, impanati nell'uovo e così via.

I dolci tipici natalizi sono le mwan4pettole, le mwan8‘ngartajjiàtë (mwaoacartellate), i mwaoemwaoipurcëddùzzë (porcellini).

Eventi

• 17 gennaio: Piazza Sant'Antuono, festa di Sant'Antonio Abate con falò e benedizione degli animali.
• Ultima domenica di aprile Festa millenaria di mwaocMaria SS. la Sanità del Casale anticipata da una novena che richiama pellegrini e devoti.
• luglio: Lucania Film Festival, rassegna internazionale di cortometraggio, organizzato dall'Associazione Culturale Allelammie
• Ultimo sabato e ultima domenica di luglio grande corteo storico "La taccariata" a cura dell’associazione Enotria Felix con le rievocazioni degli avvenimenti realmente accaduti contro le incursioni turche del 1600.
• 8 agosto, edizione del Premio "Dirupo d'Oro", (prima edizione nel mwaos1996) assegnazione del premio a personalità lucane distintesi nel mondo in vari settori professionali, organizzato dalla Proloco Pisticci.
• 15-18 agosto, feste patronali in onore della Madonna Assunta, di S. Rocco e di S. Vito. La sera del 17 c'è la processione del carro trionfale trainato dai cavalli.

Geografia antropica

L'abitato di Pisticci sorge su tre alture ed ha la forma di una mwao8S. La zona prospiciente all'ingresso al paese dalla strada che porta al mare è denominata mwapale Varre. In particolare hanno assunto questa denominazione le due ultime due curve prima dell'entrata nel centro urbano; infatti erano talmente ripide che i carri per salire dovevano mettere la varre (sbarre) tra le ruote e andare avanti a poco a poco; inoltre tutte le persone a bordo tranne le donne e i bambini dovevano scendere, per evitare che la carrozza si ribaltasse o andasse indietro, in quanto i cavalli non ce la facevano da soli a superare la pendenza.

Rioni del centro storico

Il centro storico è formato da 16 rioni che sono i seguenti procedendo da nord verso sudcite-ref-25[25]:

Terravecchia
costituisce la parte più alta e più antica dell'abitato da cui nel mwapo1688 franò l'attuale rione Dirupo. In esso sono ubicati il castello, l'antica porta del paese, la Chiesa Madre, la Chiesetta dell'Annunziata e i ruderi della chiesa della Madonna della Stella e diversi palazzi gentilizi. Vi è situato il torrione dell'acquedotto dell'mwapsAgri, di epoca fascista. Si tratta di un serbatoio costruito per il fabbisogno idrico del paese, con adiacente un altro serbatoio più piccolo di asservimento a Montalbano Ionico. Per la costruzione fu abbattuto il castello normanno-svevo che sorgeva sul posto, di cui sopravvive una massiccia fortificazione quadrata, forse il mwapwmastio, fino a qualche tempo fa adibito a ricovero di capre.

Osannale
piccolissimo e inglobato nel rione Terravecchia, è costituito dalla piazzetta omonima e da pochi vicoli adiacenti. Nella piazzetta è situata la Croce delle Palme, una croce in pietra bianca su un lungo basamento cilindrico, a ricordo dell'eccidio di vittime innocenti ivi perpetrato dal terribile "capobanda" Pagnotta. Il mattino della Domenica delle Palme si effettua una processione festosa che attraversa il rione girando intorno alla croce osannando al Redentore.

Dirupo: anticamente chiamato Casalnuovo, ha successivamente preso il nome dalla rovinosa frana del 1688, sulle rovine della quale fu costruito. Vi è ubicata la chiesetta dell'Immacolata Concezione. Popolato anticamente da artigiani, piccoli massari e contadini, che ebbero la forza e l'orgoglio di ricostruire le loro case sulle rovine di quelle precedenti, dopo che il tentativo di ricostruirle in zona più sicura, in contrada non a caso detta mwaqyTerranova, fu frustrata dalle esose pretese del signorotto locale, tale De Cardenas. Caratterizzato dalle mwaqclammie, tipiche casette bianche allineate esempio di architettura semplice e spontanea.

Loreto
alle spalle del rione Terravecchia, prende il nome dall'antica chiesetta delle Madonna dello Rito, locuzione trasformatasi col tempo in Loreto. Vi avevano sede le antiche carceri cittadine, ossia mandamentali, essendo il paese sede di mwaqsmandamento.

Marco Scerra
deve il suo nome al mwaq8brigante Marco Scerra (o Sciarra), proprietario della vigna su cui fu edificato il rione. Alla sua estremità è situata la seconda piazza principale del paese, piazza Plebiscito o più comunemente San Rocco, su cui si affacciano la chiesa del Santo Patrono, la Torre dell'orologio e l'Agenzia delle entrate, quest'ultima allocata in una costruzione moderna edificata sulle rovine di una casa gentilizia, il Palazzo Durante.

Tredici
il nome indica il numero delle case che si affacciavano anticamente sull'odierna via Manzoni.

Picchione (raramente mwaruMontebello)
dalla famiglia sui cui terreni è stato costruito, sviluppatosi a partire dal mwarc1700. Sede di una chiesetta prima sconsacrata e poi ricostruita nel rione dedicata alla Madonna mwargd'u clumm, cioè del mwarkmwarofiorone, il fico "primitivo" che matura a luglio, mese in cui cadeva la solennità religiosa.

Sant'Antuono
situato nella zona dove sorgevano le antiche mwar4fornaci, detta dei mwar8Pignattari. Vi si trova una cappelletta dedicata a mwasaSant'Antonio Abate.

Municipio
prende il suo nome dalla presenza del vecchio palazzo municipale, oggi sede del mwasqTribunale. Occupa la parte centrale dell'abitato con la piazza principale su cui si affaccia il Convento, da cui in realtà il palazzo municipale era stato ricavato: tant'è che l'antico mwasuchiostro sormontato da una mwasymeridiana, archivoltato intorno a un grande pozzo dal boccaglio geometrico, è stato trasformato in sala udienze consiliari.

San Giovanni
chiamato così per la cappella dedicata a mwasoSan Giovanni Battista.

Croci
deve il suo nome alle 3 croci lì collocate nel mwas41752 in occasione di speciali predicazioni missionarie, prima di questo evento il rione aveva il nome di Contrada Belvedere. Tutto il versante sud del rione è sostenuto da un muraglione in cemento armato, costruito dopo la mwas8frana del 21 novembre mwata1976 che l'ha quasi completamente distrutto. Sempre dopo la frana trovarono posto qui la villa comunale e alcune strutture sportive.

Piro
anticamente detto Contrada del Pero dalla presenza di numerose piante di pero su questi terreni. Si sviluppò a partire dal mwatq1800, è attualmente sede dei servizi del distretto sanitario e della sede attuale del Comune di Pisticci a Palazzo Giannantonio. Vi era ubicato il cinema "Colosseo", in via Basento, quasi a strapiombo sulla sottostante via Cammarelle.

Le Matine
comprendono la parte orientale dell'abitato e il nome, termine dialettale per mwatgmattine, deriva proprio dal fatto che questa è la parte del centro urbano esposta al primo sole. È costituito da tre rioni: "Matina Soprana", i primi insediamenti vi nacquero nel Settecento nella forma di case sparse, mano a mano inglobate dall'avanzare della città costruita; "Matina Sottana", si sviluppò a partire dalla metà dell'Ottocento come prolungamento della Matina Soprana; "Matina Nuova", è la parte più nuova del paese. Le prime case furono costruite nel mwatk1880 ma il popolamento vero e proprio avvenne durante il secondo dopoguerra. Infatti, prima che fosse un rione si trattava della contrada delle Case Popolari, oggi meglio individuate come mwatoINA-Casa. Nel rione sono ubicati il Commissariato di Polizia, la Parrocchia Cristo Re, la caserma dei Carabinieri, l'"Istituto Professionale e il Liceo Classico mwatsGiustino Fortunato", tutti costruiti praticamente sul terreno di un unico proprietario, che è stato anche l'unico costruttore nonché l'unico locatore degli immobili presi in fitto dallo Stato.

Cammarelle
Prende il nome dai vecchi proprietari terrieri. Recentemente è stato ultimato un parcheggio multipiano. Nella stessa area l'archeologa mwat8Eleonora Bracco individuò nel 1934 una fornace e un deposito di materiali archeologici destinati probabilmente alla produzione di materiale ceramico. L'attività della fornace dovrebbe potersi datare intorno alla prima metà del VII sec. a.C. (Lo Porto 1973, pp.mwaua 155–157).

Le contrade

Il maggior contributo alla toponomastica locale è stato dato dai pozzi e dalle fontane che fin dai tempi più remoti assolvevano alla funzione di dissetare gli abitanti. Le principali contrade presenti nel territorio pisticcese sonocite-ref-cesarespani-26-0[26].:

• mwaukIl Trano: antica fonte appena sotto l'mwauoAbbazia Santa Maria La Sanità del Casale, dal lato che degrada verso il mwausBasento. La contrada era attraversata da un antico tratturo che portava al fondovalle per raggiungere mwauwBernalda. Il nome deriva da Avetrano, famiglia di possidenti della zona.
• mwau4Le Fontanelle: completamente scomparse in seguito ai dissesti franosi che hanno interessato la zona sotto il rione Tredici e il rione Croci.
• mwavaPattuglione: in dialetto mwavePatugghialme (Abate Guglielmo), dal lato orientale del paese, con il pozzo tristemente famoso come mwavipozzo a due bocche.
• mwavqLa Rupe: sotto quello che era una volta il macello, dal lato settentrionale dell'abitato, in una zona impervia tra due costoni di argilla.
• mwavyLa Manca: così chiamata perché dentro una mwavcmanca, ossia una depressione del terreno.

Molte contrade inoltre si chiamano con il nome dei Santi, per via delle cappelle a loro dedicate, alcune perdute, altre intatte, costruite dalla devozione contadina o da quella baronale. Vi sono San Leonardo, San Gaetano, San Pietro, San Vito, Sant'Angelo, la Madonna delle Grazie, la Madonna del Pantano, la Madonna del Carmine.

Altre contrade prendono il loro nome dalle attività umane, come il Fosso del brigante o il Fosso del lavandaio, ed altre dalle mwavomasserie e dalle case rurali, il Casino di Durante, la Castelluccia, la torre di Minnaja, il Casino di Franchi, l'oliveto del Conte, San Basilio.

Infine vi sono i mwavwtoponimi derivanti dalla natura: la mwav0Petrolla, il Vaddone della noce, il Feroleto, la Canala, l'Olivastrella, le Mesole, Tempa rossa, il Cugno del capretto, la Serra della cipolla, Caporotondo, Boscosalice, il Coppo.

Frazioni

• mwawemwawiMarconia: nata come colonia confinaria durante il mwawmfascismo, oggi conta quasi 10000 abitanti (9500 circa dall'ultimo aggiornamento ISTAT)
• mwawuTinchi: il nome deriva dalla Contrade delle Tinghe su cui il borgo è costruito. Sorge sulla strada provinciale Pisticci-Mare e conta 506 abitanti. Vi è situato l'Ospedale Tinchi di Pisticci (Distretto sanitario "Angelina lo Dico") che serve l'area est del mwawyMetapontino.
• mwawgCentro Agricolo: borgo di poche decine di abitanti, adiacente a Tinchi. Anch'esso ha origine da una colonia confinaria fascista, più piccola di quella di Marconia, di cui rimangono ancora i caseggiati disposti intorno ad una piazza.
• mwawoPisticci Scalo: nacque negli mwawsanni sessanta come quartiere residenziale dello stabilimento petrolchimico mwawwAnic, negli anni dell'industrializzazione della mwaw0Val Basento. Conta 572 abitanti e vi sono situate diverse industrie, lo scalo ferroviario e l'mwaw4Aviosuperficie "Enrico Mattei".
• mwaxaCasinello: piccolo borgo di poche decine di abitanti a ridosso della mwaxeStrada statale 106 Jonica. La popolazione cresceva durante la stagione estiva.
• mwaxmMarina di Pisticci: ha la denominazione di frazione ma è un insieme di case sparse in mezzo ai complessi dei villaggi turisticicite-ref-27[27], spesso dotati del servizio di mwaxganimazionecite-ref-28[28], compresi tra i lidi di San Basilio e San Teodoro.

L'economia pisticcese subì la prima grande trasformazione, da prettamente agricola ad industriale, negli anni sessanta, quando nella mwax4valle del Basento furono scoperti importanti giacimenti rossi di mwax8metano, che determinarono la costruzione, da parte dell'mwayaEni, dello stabilimento petrolchimico mwayeAnic, chiuso poi verso la fine degli mwayianni settanta, a seguito della mwaymcrisi petrolifera mondiale. Sempre all'Eni faceva capo lo stabilimento dell'mwayqEniChem Fibre, specializzato nella produzione di mwayufibre sintetiche e intermedi per mwayymaterie plastiche.

Oggi l'economia pisticcese è debole, lo sviluppo è fermo spesso a causa della mentalità mwaygclientelare molto diffusa. Anche se meno acuta rispetto agli altri centri, resta alta l'incidenza della disoccupazione, soprattutto giovanile, che va ancora ad alimentare il problema dell'mwaykemigrazione, soprattutto verso mwayoRoma e le città del mwaysNord Italia.

Si punta ad interventi mirati di sviluppo come le colture intensive e pregiate del mway0Metapontino, sulle aziende della mway4valle del Basento e sul turismo balneare, archeologico e agricolo. Numerosissime sono le attività e le botteghe artigianali, tra cui rinomata la produzione di manufatti della pregiata argilla locale, bianca con incisioni bluastre.cite-ref-29[29]

A Pisticci ha sede la celebre azienda mwazqAmaro Lucano S.p.A., dall'anno della sua fondazione, avvenuta il mwazu1894 ad opera di mwazyPasquale Vena.

Infrastrutture e trasporti

Il paese è collegato da servizi navetta con tutti i centri limitrofi, i capoluoghi di provincia lucani, l'mwazkaeroporto di Bari-Palese e durante la stagione estiva è attivato un regolare servizio navetta mwazoPisticci Scalo-Pisticci-Marconia-Mare. Inoltre servizi di pullman di linea effettuano i collegamenti con le principali città d'Italia.cite-ref-30[30]

Strade

• mwa0iStrada statale 106 Jonica Taranto-Reggio Calabria: attraversa a sud il territorio comunale parallelamente a tutta la linea costiera con due svincoli in direzione Pisticci.
• mwa0qStrada statale 407 Basentana: percorre tutto il confine est del territorio comunale.

Ferrovie

Sono presenti due scali ferroviari: la mwa0cstazione di Marconia (ex stazione a servizio della frazione di Marconia declassata a mwa0gposto di movimento sulla mwa0kferrovia Jonica, sprovvista di locale per la sosta dei passeggeri ma di una sola banchina con due binari utilizzati per l'incrocio) e la mwa0ostazione di Pisticci Scalo (utilizzata invece per spostamenti con mwa0streni regionali e dotata dei comfort primari)cite-ref-31[31] sulla mwa1aferrovia Battipaglia-Potenza-Metaponto. Sono servite entrambe dalla strada provinciale "Pisticci Mare" detta anche SS 18 che collega la frazione più popolosa Marconia con la frazione di Tinchi e Pisticci e dalla strada provinciale per Pisticci Scalo (Pisticci-Pisticci Scalo Zona Industriale).

Aeroporti

A Pisticci Scalo è ubicata l'mwa1mAviosuperficie Enrico Mattei, abilitata al volo turistico.cite-ref-32[32] Negli anni 2010 è stato avviato un progetto per la trasformazione in aeroporto civile di terzo livello.

Amministrazione

Di seguito una tabella che illustra la successione delle amministrazioni dal 1990 a oggi:

| Periodo | Periodo | Primo cittadino | Partito | Carica | Note |
|---|---|---|---|---|---|
| 1990 | 1993 | Giovanni Battista D'Onofrio | Democrazia Cristiana | Sindaco | |
| 1993 | 1995 | Nicola Cataldo | Rifondazione Comunista | Sindaco | |
| 1995 | 1997 | Giovanni Modugno | Partito Democratico della Sinistra | Sindaco | |
| 1997 | 1998 | Vittorio Vitelli | Partito Popolare Italiano | Sindaco | |
| 1998 | 2002 | Giovanni Giannone | Cristiani Democratici Uniti | Sindaco | |
| 2002 | 2007 | Pasquale Bellitti | Democratici di Sinistra | Sindaco | |
| 2007 | 2011 | Michele Leone | Forza Italia | Sindaco | |
| 2011 | 2016 | Vito Anio Di Trani | Lista civica Forum Democratico | Sindaco | |
| 2016 | 2021 | Viviana Verri | Movimento 5 Stelle | Sindaco | |
| 2021 | in carica | Domenico Alessandro Albano | Partito Democratico e liste civiche. Poi anche Movimento 5 Stelle | Sindaco | |

Sport

Gli impianti sportivi sono distribuiti tra Pisticci e la frazione Marconia: entrambi i centri dispongono di uno stadio, un palazzetto dello sport, dei campi di calcetto e da tennis e di una piscina olimpionica comunale.

• mwa18Tennis

• Circolo Tennis Pisticci - Serie A1 campionato nazionale a squadre femminile

• mwa2mCiclismo

• A.S.D. Bici Sport Marconia - Squadra Campione Regionale Categoria Giovanissimi Anni 2009, 2010 e 2013
• Gruppo Ciclistico Lucano Dilettantistico

A Marconia di Pisticci terminò la settima tappa del mwa2gGiro d'Italia 1984, vinta da mwa2kUrs Freuler.

• mwa2wVolley

• Scuola Volley PisticciMarconia - Colori sociali: Bianco e Blu

• mwa3aCalcio a 5

• Pol. CS. Pisticci - Campionato nazionale di Serie B - Colori sociali: Giallo e Blu.
• Nuova Futsal Pisticci - Campionato regionale di Serie C2 - Colori socialimwa3q : Giallo e Blu. (La squadra femminile milita in Serie B).

Il campo di gioco utilizzato per le partite delle squadre pisticcesi di calcio a 5 è la tensostruttura di via Olimpia a Pisticci (Palazzetto Salvatore Sergio).

Annualmente si svolge presso lo stadio "Gaetano Michetti" di Pisticci la manifestazione calcistica del "Memorial mwa3cMichetti", tributo all'uomo politico pisticcese, ex Presidente della Regione mwa3gBasilicata.

Note

cite-note-template-divisione-amministrativa-abitanti-11. mwa4emwa4imwa4mBilancio demografico mensile anno 2026 (dati provvisori), su mwa4qdemo.istat.it, mwa4uISTAT.
cite-note-istat2001-21. mwa4kmwa4omwa4sPopolazione residente nelle frazioni e nei borghi, Istat 2001, su mwa4wdawinci.istat.it. mwa40URL consultato il 20 novembre 2008 mwa44(archiviato dall'mwa48url originale il 22 settembre 2011).
cite-note-32. mwa5mmwa5qmwa5uComuni limitrofi, dati del ministero dell'ambiente.(selezionare il comune e nel menu vettoriale, unità amministrative regionali, provinciali e comunali 2011), su mwa5ypcn.minambiente.it. mwa5cURL consultato il 20 aprile 2022.
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cite-note-template-divisione-amministrativa-gradi-giorno-54. mwa6qmwa6umwa6yTabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (mwa6cmwa6gPDF), in mwa6kciterefmwa6oLeggemwa6s mwa6w26 agosto 1993, n. 412, allegato A, mwa60Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p.mwa64 151. mwa68URL consultato il 25 aprile 2012 mwa7a(archiviato dall'mwa7eurl originale il 1º gennaio 2017).
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Collegamenti esterni

• Sito ufficiale, su comunedipisticci.it.
• citerefsapere-itPisticci, su sapere.it, De Agostini.